Il cambio di rotta

Tumore al seno

Fin da piccola i miei genitori mi hanno insegnato a pormi degli obiettivi nella vita. Sono cresciuta, quindi, avendo ben chiaro in testa il mio percorso fin dall’inizio: volevo diventare un ingegnere e realizzarmi professionalmente, sposarmi ed avere dei figli. Un programma comune a tante persone in cui avrei portato avanti quel valore di famiglia che mi era stato trasmesso. Come un bravo soldatino andavo avanti, macinando successi personali e rendendo orgogliosa la mia famiglia, con la mia visione quadrata della vita non ammettevo intoppi, non erano preventivati.

Il mio programma, quindi, andava a gonfie vele: avevo studiato tanto e superato brillantemente il mio percorso universitario, avevo trovato l’amore della mia vita  con il quale nel 2013 mi ero sposata, organizzando il matrimonio dei miei sogni. Nel frattempo stavo costruendo, anche se con qualche difficoltà iniziale, la mia carriera professionale… Ce la stavo facendo, tutto seguitava secondo i miei meticolosi programmi!

Nel giugno del 2014 all’età di 30 anni arriva, però, la battuta d’arresto; il cambio di rotta è arrivato così senza bussare, all’improvviso, troppo presto. Mi è stato diagnosticato un tumore al seno.

Un terremoto al quale nessuno è mai preparato soprattutto se si presenta nei tuoi anni più belli, quando sei giovane e hai tanti progetti per la testa. Uno scossone che ti mette a dura prova e cancella immediatamente la visione a lungo termine che normalmente si ha nella vita. Non esiste più un domani ma solo un qui e ora.

Non sapevo minimamente cosa fosse il cancro, ne avevo sentito parlare qua e il solo sinonimo che mi veniva in mente era la parola MORTE.  Tutte le certezze sono di colpo crollate, non vedevo più il futuro roseo con Claudio men che meno i tanto desiderati figli. Avrei dovuto modificare le mie prospettive di vita, non avrei più potuto controllare tutto, vivere pianificando ogni cosa, sarei dovuta diventare forte, molto forte. Ho, quindi, dovuto rimboccarmi le maniche e reinventare la mia vita consapevole che ogni giorno potesse essere l’ultimo.

Di colpo sono passata dal non aver mai avuto un’operazione (non avevo avuto nemmeno avuto una semplice carie) a subirne 3 nel giro di poco tempo. Mi sono sottoposta ad un intervento di quadrantectomia per l’asportazione del nodulo compresa quella di tutti i linfonodi ascellari del lato destro. Ho, quindi, fatto 6 mesi di chemioterapia preventiva per annientare ogni eventuale cellula che fosse andata in giro per il mio corpo e un mese di radioterapia. Data la mia giovane età mi hanno fatto eseguire il test genetico del BRCA (quello per scoprire se avevo la mutazione genetica, quello che ha fatto Angelina Jolie per intenderci) ma fortunatamente sono risultata negativa.

Dopo 2 anni di follow up e cura ormonale, in cui ero riuscita a trovare un mio equilibrio, un’altra batosta: mi trovano delle metastasi al fegato. Da quel giorno entro a far parte delle pazienti con tumore al seno del IV stadio anche dette “metastatiche”. Insomma, non mutata ma sfigata!

Da allora sto sperimentando vari tipi di cure (per lo più chemioterapiche) in base ai risultati che mostra la TAC. Purtroppo, però, le metastasi da tumore al seno sono bastarde, le debelli da una parte e ricompaiono da un’altra come funghi; al momento non cè una cura definitiva per debellarle, bisogna conviverci, avere tanta pazienza e fiducia nei medici e soprattutto nella ricerca…

Come potete aiutarmi? Facendo il tifo per me, dispensando tanti pensieri positivi, affetto, incoraggiamenti e tanto amore.

Ho aperto questo blog perché mi fa star bene e qui scrivo soprattutto della mia vita, dei viaggi che ho fatto e che faccio, raccontando le esperienze che ho vissuto in prima persona. Ho parlato di questo mio progetto con le oncologhe che mi seguono in ospedale e mi hanno offerto il loro supporto e, pertanto, ho deciso che aprirò quanto prima una sezione riguardante i consigli dell’esperto.

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