Viaggio

Quel viaggio chiamato “Progressione”

Mi sarebbe piaciuto scrivere di un viaggio, uno dei soliti che, seppur brevi, sto facendo ultimamente o meglio ancora andare indietro con la mente agli anni scorsi e raccontarvi di mete lontane, posti spettacolari e farvi conoscere nuove culture…e invece non riesco, la mia testa é, più che mai, nel “qui ed ora”

La mia testa si fissa sul presente e questo presente mi trova, come ogni Natale, protagonista di questo strano e poco piacevole viaggio chiamato “Progressione”.

Cos’é la Progressione?

Senza giri di parole, con il termine “Progressione” ovviamente associato alla parola “Malattia” mi riferisco a quella condizione in cui viene a modificarsi qualcosa, anche minima (come in questo caso specifico) nella mia condizione di salute. Ovviamente non necessariamente questa variazione è visibile esteriormente. Questo perché purtroppo la mia malattia è subdola e spesso solo grazie ad esami ultra accurati, mirati ed occhi esperti ci si può accorgere che ha ripreso forza.

In sostanza, per me la progressione é associata ad un peggioramento della mia malattia, ad un’avvisaglia che la cura che fin ora stavo facendo non va più bene perché non riesce a bloccare al 100% la sua “attività”.

“Francesca spiegati bene, non capisco”

Ok! Sarò chiara, vi dirò ciò che volete sentirvi dire. 

La Tac e poi l’ecografia di controllo mi hanno confermato che é spuntata fuori una nuova metastasi. Le metastasi già note sono fortunatamente stabili ma purtroppo ce n’é una nuova in un altro punto.

Perché lo definisco viaggio?

Perché come mi capita in ogni viaggio sono pervasa da emozioni simili. Attenzione! Ho detto simili NON uguali. Vi spiego…

Step 1

Prima degli esami di controllo (Tac nel mio caso ma anche altri) vengo pervasa da una forte ansia (ovviamente nel tempo ho imparato a gestirla e ci sarà modo e tempo per parlare anche di questo aspetto…). 

L’ansia dell’esito del referto, l’ansia dell’incertezza del domani, l’ansia di non riuscire ad attendere giorni e giorni senza una risposta. L’ansia nel sapere che, a seconda di cosa scriverà un medico, potrebbe cambiare il mio percorso.

In un certo senso anche prima di affrontare ogni viaggio, seppur piacevole e di svago, vengo sopraffatta da una sensazione di ansia, più o meno forte a seconda della mia condizione.

Questa é l’ansia del “…e da dove parto per organizzare?” “Troverò un posto che faccia al caso mio?” “…E che succederà se…? ” “Oh nooo, la valigia!” “E adesso cosa mi porto?”. Potrei andare avanti per ore. Vedete? Anche una cosa piacevole può diventare una fonte di ansia!

Step 2

L’esito dell’esame e la diagnosi finale é un po’ come il giorno prima della partenza.

Nella malattia il momento della risposta in cui leggi (seppur a fatica) nero su bianco cosa dice un referto é il momento della verità, della scoperta, della conoscenza. Tale momento però non pone fine al tuo stato di agitazione perché vuoi sapere di più…cosa succederà dopo? 

Non vedi l’ora di conoscere cosa devi fare (parlo sempre di quando le cose vanno meno bene e si ha un aggravamento o comunque una notizia non piacevole). E li riinizia l’attesa con annessa ansia. Un’ansia diversa però, un’ansia che si trasforma quasi in frenesia in questo caso. Una scalpitante voglia di arrivare al giorno in cui finalmente saprai cosa devi fare e a che cura verrai sottoposta.

Esattamente come avviene quando mi accingo a partire per un viaggio. Ho fatto i miei bei preparativi e scalpito dalla voglia di arrivare al giorno tanto atteso: la partenza.

Emozioni contrapposte però caratterizzano queste due fasi di pre-viaggio: da un lato c’é la temporanea rabbia, la paura e l’angoscia, la delusione, l’abbattimento, la sconfitta mentre dall’altro c’é l’estrema felicità, l’eccitazione, l’esaltante frenesia e la gioia immensa.

Gli antipodi che caratterizzano due viaggi: il primo prevalentemente interiore all’inizio, il secondo sia interiore che esteriore e fisico.

Step 3

Questa fase é quella che preferisco decisamente di più: é la partenza.

Nella malattia come la mia (il tumore al seno metastatico) la partenza é il momento in cui sono state messe tutte le carte in tavola, conosci la terapia che dovrai fare e, finalmente, raggiungi il giorno “X”. Il giorno in cui volente o nolente inizia il tuo “viaggio” per contrastare (o almeno provarci) nuovamente  e temporaneamente la corsa impazzita delle metastasi.

É il momento in cui ti lanci verso l’ignoto, consapevole che non saprai mai come reagirà il tuo corpo a quella nuova cura proposta ma tu vai, parti e ti butti a capofitto per raggiungere una sorta di “meta” (anche se in cuor tuo sai benissimo che é un’ennesima viaggio destinato presto a finire prima o poi e ne dovrai affrontare un’altro…una sorta di “loop” che in fondo speri con tutta te stessa duri il più a lungo possibile).

Vai avanti per obiettivi ed in quel momento non vedi l’ora di partire e…viaggiare!

E nel viaggio é proprio così! Tutta l’agitazione e l’ansia dei preparativi si acquieta finalmente quanto parti e i tuoi programmi si realizzano

Vai avanti spavalda ed a testa alta verso il tuo obiettivo: vivere il viaggio con coscienza e consapevolezza. Vivendo ciò che di bello può accadere ma cosciente che qualcosa può anche andare storto

Perché ogni viaggio, piccolo o grande che sia, ha sempre il suo imprevisto!

P.S. Nella foto in alto sono io in Nuova Zelanda che cammino immersa nel paradiso del Milford Sound. Era un anno prima della scoperta del tumore e da quel giorno ne ho fatta di strada ma la montagna, alta ed imponente, era sempre davanti a me anche allora, come a volermi dire “Scalami ed arriva alla vetta!”. Ed io ho iniziato a fare così: zaino in spalla, passi lunghi e ben distesi, verso le mie piccole ma importanti vette!

14 commenti su “Quel viaggio chiamato “Progressione””

  1. Fra le tue parole sono linfa vitale. Non c’è nessuna montagna da scalare perché Tu sei la montagna che solida affondi nel terreno e punti verso il cielo, in balia delle stagioni che cambiano, del vento, della neve che provano la tua resistenza e poi del sole e del caldo abbraccio di un cielo azzurro che limpido ti circonda.
    Non c’è nulla di più vero della fragile sensibilità che dimora all’interno di questa tua montagna che è ruvida fuori ma solo per difendersi!

  2. Anche per me i giorni prima della partenza di un viaggio sono fonte di ansia e il giorno della partenza in genere sono isterica. Poi salgo sull’aereo, allaccio le cinture….e tutto passa!
    Ti mando un superabbraccio

  3. Cara Francy, da “collega” voglio regalarti questo pensiero: “le difficolta’ sono come i colpi dello scalpello di uno scultore, seppur con un gesto rozzo, tirano fuori dalla nostra vita delle autentiche opere d’arte”. Camminiamo ed affidiamoci! Un grandissimo abbraccio

  4. Ti stimo moltissimo perché, conoscendoti, so che – anche questa volta – hai già messo in valigia tutto l’occorrente per il nuovo viaggio! Sei un grande esempio di forza e perseveranza.
    Siamo sempre tutti con te!

  5. L’essere umano ha un enorme dono: la CONSAPEVOLEZZA.
    Ognuno ha la propria, la quale dipende dall’evoluzione e dalla capacità di mettersi in gioco. Tu ne hai in abbondanza e allora continua dritta verso ll tuo obiettivo. Buon viaggio e buona vetta!

  6. Le tue parole sono un viaggio anche per chi ti legge. Stai facendo un grande lavoro per te stessa e per gli altri. Sei un esempio di forza, coraggio e consapevolezza. Sono fiera di te e ti ammiro.
    Laura

  7. Diceva Baudelaire … “Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole”.
    E tu Francy non fermarti mai nel tuo coraggio nella tua perseveranza e nel tuo viaggio … tu come una mongolfiera hai in te la forza la passione la pazienza per raggiungere le stelle e per sfidare la vita è gli imprevisti ogni giorno. Ti voglio bene , Lally

  8. Francesca Campione

    Sono consapevole del fatto che questi referti destabilizzano parecchio!! Sono decisamente dei colpi bassi. Il mio augurio sincero è quello di intraprendere quest’altro “viaggio” con la stessa forza e determinazione che ti contraddistinguono. Mai mollare!!! andiamo dritti verso questa nuova metà.
    Ps: sono veramente molto contenta del fatto che tu riesca a scrivere di tutto.. avere un modo per esternare le emozioni sia belle che , ahimè anche quelle meno piacevoli, è una buona pratica! Secondo me è proprio terapeutico!! Aiuta tantissimo. Scrivi ciò che ti passa per la mente!! Noi saremo sempre qui pronte a leggere e soprattutto a tenderti virtualmente la mano!!! Sperando di riuscire a farti giungere tutto il nostro affetto e supporto! Ci si riscopre estremamente fragili! Ci sforziamo di fare le dure!! Per quel che mi riguarda è uno sforzo che faccio quotidianamente!! I pensieri più cupi sono sempre dietro l’angolo! Noi che conviviamo con un cancro al seno metastatico ne sappiamo qualcosa!!! Forzaaaa Franci!!!!!! Combattiamo insieme! ! Lontane ,ma vicine! Ti abbraccio forte forte forte!!!! So quanto abbiamo bisogno di affetto e di sostegno!! 💝💝💝💝 .

  9. Cara Francesca stai facendo un lavoro di introspezione pazzesco.
    Conoscendoti di persona, sei una donna apparentemente come le altre me a differenza delle altre ( me compresa ) non hai solo 5 sensi ma molti molti molti di più. Riesci a percepire sfumature, sottigliezze, particolari così piccoli che sfuggirebbero ai più……. ma non a te che hai una grinta / marcia in più.
    Baci
    Isabella

    1. Cara Franci, innanzitutto complimenti per i bellissimi viaggi (nel senso letterale) che hai fatto e che riempiono di bellezza anche lo spirito di chi come me si limita a guardare una foto. Grazie per averla pubblicata.
      Mi dispiace per la notizia e ti sono vicina per come posso.
      Prima di leggere il brano, avevo associato la parola progressione nel titolo alla progressione o crescita in senso spirituale.
      Sono fortemente convinta che ci sia anche questa in te. Ogni guaio è una prova che può aiutare ad elevarsi. Può essere difficile da credere e non rende il guaio meno doloroso, o almeno non sempre, questa almeno la convinzione a cui sono giunta. E chissà che anche il doppio senso del titolo non sia casuale…

  10. Cara Franci, innanzitutto complimenti per i bellissimi viaggi (nel senso letterale) che hai fatto e che riempiono di bellezza anche lo spirito di chi come me si limita a guardare una foto. Grazie per averla pubblicata.
    Mi dispiace per la notizia e ti sono vicina per come posso.
    Prima di leggere il brano, avevo associato la parola progressione nel titolo alla progressione o crescita in senso spirituale.
    Sono fortemente convinta che ci sia anche questa in te. Ogni guaio è una prova che può aiutare ad elevarsi. Può essere difficile da credere e non rende il guaio meno doloroso, o almeno non sempre, questa almeno la convinzione a cui sono giunta. E chissà che anche il doppio senso del titolo non sia casuale…

  11. laura ottonelli

    sono anche io una viaggiatrice e ho trovato il tuo articolo semplicemente godibile, nonostante tutto… quando sei in viaggio sai che esistono molti imprevisti , non necessariamente forieri di cose buone, almeno in apparenza, ma la curiosità del viaggiatore, la sua voglia di ignoto, il suo entusiasmo, fanno sì che riesca ad affrontare ogni cosa, lasciandosi andare, facendosi respirare dalla Vita. Siamo in viaggio, il nostro è il viaggio più grande, quello all’interno di noi stesse, per abitare la nostra Vita e viverla appieno. ci sono crisi da superare, dolori, gioie, ci aspettano un sacco di emozioni ancora. dunque salpiamo verso nuove avventure e diamoci dentro. La mia nuova avventura inizia a Natale: giorno 25/12 inizio nuova terapia con Capecitabina. Osservo, respiro, accolgo. come ogni volta. Ti abbraccio

  12. Francy,
    Non avevo dubbi nella tua capacità di rendere tutto positivo e di trovare, nella tua più grande passione, il viaggio, la condivisione e l’insegnamento anche per chi, come me, ti conosce e e non smette mai di imparare da te !

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